Ruggero Chiesa Opinion About the Simon Molitor's Art



A Vienna, poco prima dell'avvento di Giuliani, che dominerà incontrastato la vita chitarristica di quella città fino al 1819, vivono due musicisti assai importanti, Simon Molitor e Wenzel Matiegka. La loro solida educazione culturale li mette in grado di affrontare con sicurezza lavori complessi, nei quali emerge di frequente la forma sonata, e li pone così alla pari, almeno sotto il profilo accademico, con i più evoluti compositori dell'epoca. Molitor scrive, oltre ad alcuni pezzi cameristici, almeno quattro sonate per chitarra sola, le opp. 7, 11, 12 e 15. Esse possiedono tutte un elegante taglio classico, sono abilmente sviluppate, mettono in risalto una convincente scrittura strumentale, ma sono assai carenti nell'inventiva, limite questo che rende difficile un loro convincente recupero. Anche l'op. 7, la sua sonata più rappresentativa, mantiene una buona ispirazione nei primi due tempi, ma cede e si affloscia nel terzo e nel quarto.

(Fronimo n. 69 pag. 18, R. Chiesa)



Più approfondita risulta la ricerca di Simon Molitor: attivo a Vienna dal 1798, aveva cominciato a scrivere per la chitarra dal 1805. In un'ampia prefazione della Grosse Sonate op. 7, del 1806, e successivamente nel Metodo "Versuch einer vollständigen metodischen Anleitung zum Guitarrenspielen, Wien, Chemischen Drückerei, 1811 - 12" Molitor ribadisce, con criteri più moderni, i concetti dei suoi predecessori che possiamo così riassumere:...........
Particolare attenzione è rivolta alla buona scrittura della musica chitarristica che Molitor perfeziona rispetto ai suoi precursori, ma che rimane ancora a uno stato primordiale. Migliori realizzazioni e tecniche più avanzate saranno delineate da altri compositori più esperti come Diabelli e Matiegka, che non scrissero però metodi e, più tardi, ancora da Giuliani nel suo periodo viennese, dal 1806 al 1819.

(La chitarra, EDT, R. Chiesa, pag. 240 - 241)